• 05 ottobre 2021

Il Ponte degli Alpini torna al suo splendore

Inaugurato domenica 3 ottobre il completamento del suo restauro cui abbiamo contribuito anche noi con un intervento di ricollocazione del cavo MT realizzato in ottica di sostenibilità e innovazione

del Ponte di Bassano del Grappa (VI). conociuto come Il Ponte degli Alpini

Uno dei ponti più storici e affascinanti d’Italia si è rifatto il look. Domenica 3 ottobre, dopo più di cinque anni di lavori, alla presenza di Elisabetta Casellati, Presidente del Senato, è stato inaugurato il completamento del restauro del Ponte di Bassano del Grappa (VI).

Una storia particolare quella di questa struttura, che attraversa ben otto secoli: il Ponte degli Alpini, tra i più caratteristici in Italia, interamente coperto in legno, ha dovuto infatti affrontare nel tempo sia la furia dell’acqua che quella umana. Anche il nostro contributo è stato fondamentale per proteggere questo gioiello architettonico, ricollocando un cavo di Media Tensione.

La struttura, infatti, già dal 1960 ospita anche un cavo elettrico facente parte della Linea MT denominata “Bassano Nord” che alimenta le borgate storiche della cittadina vicentina. Per consentire gli interventi di manutenzione è stato, tuttavia, necessario spostare provvisoriamente il nostro asset per poi riposizionarlo nel suo percorso originale che prevede un passaggio nei pochi centimetri di spazio tra il selciato in marmo e l’impianto del ponte stesso. La posa, eseguita in tubazioni protette da lastre di materiale ignifugo, è stata realizzata con un cavo speciale in rame che, viste le esigue dimensioni dell’intercapedine, ha spessori ridotti rispetto a quelli utilizzati solitamente. Oltre alla naturale protezione meccanica, è stata studiata una particolare configurazione, assolutamente sostenibile, di posa ad elica del cavo per ottimizzare l’impatto elettromagnetico dello stesso.  In occasione, infine, di questi lavori, ne abbiamo predisposto un secondo, di “riserva”, che, in caso di guasto o di futuri sviluppi della rete, eviterà di dover intervenire sulla struttura per eventuali riparazioni.

Un’azione complessa quindi che ridà vita allo storico Ponte di Bassano, che era stato chiuso al passaggio per la ristrutturazione a fine 2020. Di “restyling” o meglio “rifacimenti” ne ha subiti tanti nei secoli questo tesoro vicentino. La sua prima “versione” venne realizzata nel 1209 da Gerardo Maurisio per poi essere travolta nell’ottobre del 1567 da una piena del fiume Brenta. La struttura attuale risale ad Andrea Palladio, uno dei nomi di spicco dell’architettura occidentale, che nel 1569 presentò un progetto definitivo di un ponte in legno che richiamava quella precedente, sebbene rinnovata quanto a soluzioni tecniche e strutturali, e di grande impatto visivo. Distrutto varie volte non solo dalla natura, ma anche dall’uomo, è sempre stato rimesso in piedi secondo le tecniche di Palladio e deve il suo nome al fatto che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, venne ricostruito dall’Associazione Nazionale Alpini. Il legame con questo corpo dell’Esercito è molto profondo: dal 1928 è dedicato alla memoria delle centinaia di migliaia di soldati, alpini, in particolare, che durante la Prima Guerra Mondiale salirono attraverso esso sull’altopiano dei Sette Comuni, teatro di sanguinosi combattimenti per oltre 41 mesi.

 

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