• 13 settembre 2020

Liberati quattro giovani capovaccai in Basilicata

Monitorati e sorvegliati affinché possano migrare in sicurezza

Immagine del giovane Capovaccaio Birba

Clint, Birba, Fabio e Zoe sono giovani capovaccai nati in cattività in un centro specializzato, il CERM Centro Rapaci Minacciati, che si trova in Toscana meridionale. Il 15 agosto 2020 questi quattro avvoltoi sono stati liberati in Basilicata perché possano contribuire a risollevare le sorti di questa bellissima specie, in Italia gravemente minacciata di estinzione.

Il rilascio in natura di individui nati in cattività costituisce una delle azioni principali che vengono realizzate in favore del capovaccaio nell'ambito del LIFE Egyptian Vulture, progetto cofinanziato dall'Unione Europea che vede E-Distribuzione quale coordinatore del partenariato internazionale che lo sta sviluppando, composto da cinque soggetti italiani e tre spagnoli.

L'operazione di rilascio è stata realizzata dall'Associazione CERM, dall'ISPRA e dalla società Biodiversità nel Parco Naturale della Murgia Materana; qui i giovani avvoltoi, sono stati ospitati per cinque giorni in una cassa-nido collocata all'interno di una stazione di alimentazione supplementare per rapaci (o carnaio) sottoposta a vigilanza costante a vista e video controllata online.

Questa stessa struttura aveva accolto, per un breve periodo di ambientamento, altri 10 capovaccai che erano stati liberati negli anni 2018 e 2019.

Gli animali liberati nel 2020 non hanno la stessa età: Fabio è nato nel 2018, Zoe nel 2019 mentre Clint e Birba sono nati nel 2020. La scelta di liberare animali di età differenti ha come obiettivo a lungo termine quello di capire quale sia l'età che offre maggiori opportunità di sopravvivenza.

All'apertura della cassa-nido, Zoe, Fabio e Birba si sono involati subito mentre Clint, il più giovane tra i quattro, si è goduto per un altro giorno in beata solitudine la dimora con vista sul carnaio prima di decidersi a conquistare la libertà.

Gli spostamenti effettuati dagli animali vengono seguiti in tempo reale dagli esperti di ISPRA, di Biodiversità sas e dell'Associazione CERM sia mediante osservazione diretta che grazie alla ricezione dei segnali provenienti dai GPS/GSM dei quali sono muniti. Gli strumenti di monitoraggio sono stati donati dalla VCF Vulture Conservation Foundation all'Associazione CERM.

Per facilitare l'adattamento alla vita selvatica dei quattro piccoli avvoltoi, vengono messi a loro disposizione cibo ed acqua sia nel sito di rilascio che in altri punti dell'area.

Per prevenire episodi di disturbo e bracconaggio i Carabinieri Forestali svolgono attività di controllo della zona, nell'ambito di un accordo stipulato con ISPRA; la sorveglianza degli animali sarà poi intensificata nelle aree di migrazione e, in particolare, in provincia di Trapani. In questa zona, che risulta ad alto rischio di bracconaggio, nel settembre 2018 venne ucciso un giovane capovaccaio nato in cattività (Clara) che era stato liberato in Basilicata il mese precedente.